Carlo Castelli

Aus Theaterlexikon
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* 12.3.1909 Arbedo TI, † 19.12.1982 Lugano TI.

Studia al ginnasio di Lugano e al collegio Maria Hilf di Svitto. Nel 1933 viene assunto, per concorso, alla →Radio Svizzera Italiana (RSI), Lugano TI come annunciatore. Da allora contribuisce allo sviluppo della nuova emittente con molteplici attività: radiocronista, programmista, redattore del "Radioprogramma", attore, regista, drammaturgo. Dopo essere stato l’ideatore di rubriche e cicli radiofonici, dalla storia dell’umorismo alla storia della musica da ballo, diventa responsabile del Servizio di Prosa (1956) e, dal 1970 al 1974, capo dei Servizi Parlati, succedendo a →Felice Filippini. Già nel 1942 dirige i Radioattori, al →Teatro Apollo di Lugano, in un proprio testo, Il mestiere del gentiluomo. Un altro suo lavoro, Il compagno di viaggio, viene presentato dalla →Compagnia Teatro La Cittadella, Lugano TI per la regia di →Alberto Canetta, nel 1965. Come regista, firma inoltre numerosi allestimenti promossi dalla RSI: Nel profondo mare azzurro di Terence Rattigan (Lugano, →Teatro Kursaal, 1958); Ippolito di Elena Bono (Bellinzona, →Teatro Sociale, 1960); La lezione di Ionesco (di cui assicura pure la parte principale, per la defezione dell’attore previsto, Alberto Lupo) e Il sentiero di porpora di Maurice Meldon (Lugano, Auditorio RSI, 1966, lettura a leggìo); Amedeo o come sbarazzarsene di Ionesco (Lugano, →Teatro Apollo, 1969, direzione artistica di Canetta); Sogno di una notte d’estate di Shakespeare/Mendelssohn-Bartholdy (Lugano, Auditorio RSI, direzione musicale di →Marc Andreae, 1973). Ma è probabilmente all’interno dell’ente radiofonico che C. sviluppa la parte più interessante della sua carriera, con un’estetica molto attenta alle specificità "evocative" del mezzo: esordisce nel 1936 con Mille e non più mille, scritto insieme a →Guido Calgari, un grottesco radiofonico su una catastrofe astrofisica. Nel 1950 vince il terzo premio del concorso RSI con il radiodramma Gli innamorati dell’impossibile. Del 1956 è Ballata per Tim pescatore di trote, che ottiene il premio RAI (Prix Italia), certamente uno dei testi in cui meglio si evidenzia la drammaturgia evocativo-sonora dell’autore. Tra gli altri testi: Scriviamo una lettera a Linda (1959), lavoro di introspezione psicologica, Trans Europa Express (1967, Premio SSR), Lamento e rabbia per i gatti (1973), dove emergono le riflessioni sulla condizione dell’uomo, sulla vita e sulla morte, intrise di una religiosità tipica di molte opere di C. Anche la →Televisione della Svizzera Italiana (TSI), Comano TI trasmette suoi drammi (Un omicidio imperfetto, 1963; La scomparsa di Leslie Howard, 1968). Fra le sue opere di narrativa si segnalano Sole negli occhi (1942) e Saturnino e le ombre (1947). Le sue opere per l’etere sono raccolte in Radiodrammi, Chiasso, Elvetica, 1968 e Drammi per la radio e la televisione, Locarno, Pedrazzini, 1981. Membro del Comitato della →SST (1961-68).

Riconoscimenti

  • Premio Schiller 1950 (per Gli uomini sono tristi);
  • Anello Hans Reinhart della →SST (1972); "Targa Bonfantini" (Premio Stresa di narrativa, 1980).

Bibliografia

  • Renato Martinoni, Antonio Pelli, Scarpe e polenta, scrittori della Svizzera Italiana, Bellinzona, Salvioni, 2001;
  • Pierre Lepori, Il teatro nella/della Svizzera Italiana (1932-87), Dottorato di ricerca, Università di Berna, 2005.


Autore: Roberto Aletti



Fonte:

Aletti, Roberto: Carlo Castelli, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 1, pp. 355–356.

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