Cinema Teatro, Chiasso TI

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Edificio teatrale, stagione di prosa e danza, senza produzione

Nel 1934 la S.A. Nuovo Cinema Teatro promuove la costruzione di una sede destinata a spettacoli teatrali e cinematografici. Costruito nel 1935 dall’architetto luganese Americo Marazzi (1879-1964) in stile "Novecento". La facciata principale, dalle forme auliche e monumentali desunte da un linguaggio classico semplificato, segnala la destinazione teatrale sottolineata dalla scritta "Teatro". La comunicazione del messaggio cinematografico è affidata invece al fronte posteriore, una sorta di enorme cartellone pubblicitario dipinto dal pittore-decoratore chiassese Carlo Basilico (1895-1966), autore pure della decorazione interna. La soluzione architettonica rivela come Marazzi abbia saputo conciliare la duplice destinazione: per le proiezioni filmiche era possibile ampliare la platea abbassando meccanicamente la parte mobile del palcoscenico. L’edificio viene inaugurato il 21 dicembre 1935 con la proiezione del film sonoro Lorenzino de’ Medici di Guido Brignone, seguita dal Giornale-Attualità. L’anno successivo il cartellone propone una breve stagione d’opera con La traviata e Rigoletto di Verdi e la Norma di Bellini, interpretate dalla Massa corale ed orchestrale di Milano diretta da Alberto Cheli. Nei primi anni d’attività al C. si esibiscono a più riprese la Compagnia comica del teatro milanese diretta da Paolo Bonecchi e la Compagnia di operette diretta da Enrico Dezan. Oltre a qualche sporadica apparizione della Compagnia di prosa della →RSI, tra le produzioni locali è di grande interesse l’attività della →Filodrammatica "Delectando Beneficat". Dopo un breve periodo di chiusura allo scoppio della seconda guerra mondiale, l’esercizio viene assunto da Carletto Crivelli e in seguito dai fratelli Pagani. Accanto alle proiezioni cinematografiche, il cartellone propone recite delle filodrammatiche locali. Nel dopoguerra, il C. ospita nuovamente compagnie italiane che propongono recite teatrali, spettacoli di varietà e opere liriche con cantanti del rango di Toti dal Monte. Abbandonata l’attività teatrale negli anni ‘60, rimane aperto fino al 1993 con una programmazione in cui prendono gradualmente il sopravvento i film a luci rosse. L’attività teatrale non è tuttavia assente da Chiasso; durante questo periodo, dal 1981 al 1999, 60 spettacoli di prosa vengono organizzati presso il Cinema Excelsior: oltre alla presenza costante dell’attore Ernesto Calindri, si ricoda il passaggio di interpreti quali Salvo Randone (1986, Enrico IV di Pirandello, regia di Nello Rossati), Alida Valli (1988, Piccola città di Thornton Wilder, regia di Aldo Trionfo) e Valeria Moriconi (1993, Interrogatorio della contessa Maria di Aldo Palazzeschi, regia di Egisto Marcucci); il nuovo spazio accoglie inoltre le produzioni della compagnia del →Teatro dialettale alla RTSI (1981-85). Nel 1996 il comune di Chiasso acquista il pacchetto azionario di maggioranza della Cinema Teatro SA. L’anno successivo viene fondata l’Associazione amici del Cinema Teatro di Chiasso al fine di promuovere e sostenere la ristrutturazione dell’edificio e di farne un luogo culturalmente vivo. Nel frattempo il teatro riapre provvisoriamente con una stagione teatrale. In cartellone L’ex donna della mia vita con Paola Quattrini e Pietro Longhi (regia di Silvio Giordani), Tang’eros con Paola Pitagora e Claudia Zaccari (regia di Aurelio Gatti) e diversi concerti. Le rappresentazioni proseguono fino al 1999, con la gestione di Domenico Lucchini del Dicastero Cultura del Comune di Chiasso. Dopo un periodo di restauro, curato dall’architetto Mario Ruffoni e dal restauratore Jacopo Gilardi, l’edificio riapre al pubblico nel settembre 2001, con un cartellone incentrato sulla danza nazionale e internazionale e le consuete produzioni di giro italiane. I concerti spaziano dalla musica classica a quella contemporanea. Il teatro ospita inoltre la rassegna già affermata di →Chiasso Danza, organizzata da Domenico Lucchini, che cura anche la programmazione stagionale. Alla direzione del rinnovato teatro viene chiamato, nel 2002, →Paolo Belli.

Dati tecnici

L’edificio è sito in via D.Alighieri 3B. Dispone di 528 posti a sedere (264 platea, 264 balconata). Palcoscenico di 9 x 13 m (compreso il retroscena e lo spazio delle quinte) con una pendenza del 3 %. Boccascena alto 8 m e largo 10. Graticcio a 13 m, schermo video per proiezione diretta a movimento elettrico, impianto sonoro dolby stereo. Buca dell’orchestra: 10 x 6,5 m.

Bibliografia

  • Simona Martinoli, Cinematografi ticinesi. Appunti per una riscoperta architettonica, in Arte + Architettura, n. 3, 1996, p. 280-289;
  • Nicoletta Ossanna Cavadini, Chiasso fra Ottocento e Novecento. La costruzione di una forma urbana, Muzzano, 1997, p. 195-204;
  • AA.VV., Cinema Teatro di Chiasso, la modernità di una tradizione culturale, a cura di Nicoletta Ossanna Cavadini e Luca Saltini, Chiasso, Associazione Amici del Cinema Teatro, 2001.


Autorin: Simona Martinoli



Fonte:

Martinoli, Simona: Cinema Teatro, Chiasso TI, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 1, p. 385–386.