Daniele Finzi Pasca

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* 10.1.1964 Lugano TI. ∞ I. Maria Bonzanigo, attrice e ballerina. ∞ II. Dolores Heredia, attrice.

Da bambino, nel quartiere dove vive, conosce il clown Fery di cui diventa allievo. Nel 1983 parte per l’India per lavorare come volontario con Madre Teresa di Calcutta. Al rientro fonda i Sunils Clown (poi Teatro Intimo Sunil; ora →Teatro Sunil). All’interno del gruppo è l’iniziatore di una ricerca che successivamente prenderà forma nel "Teatro della Carezza" e che lo vedrà in genere autore dei testi, regista e attore dei propri spettacoli. Con un numero acrobatico clownesco è con i Danny Brothers al Circo Nock (1985-86); successivamente con →Maria Bonzanigo e Pedro Sarubbi mette in scena Dialoghi con il sonno (Magadino, Laboratorio del Teatro Sunil), e Viaggio al confine (Lugano, Padiglione Conza, 1985), pubblicato nel 1987 (Bellinzona, Casagrande) e allestito, nella sua versione tedesca, al →Mo Moll Theater Wil, per la regia di →Gian Gianotti (Grenzgang, 1992). Nel 1989, durante un periodo di carcerazione per obiezione di coscienza, P. ultima la trilogia dedicata alla "Fuga", con Icaro (Milano, Festival Clown, Teatro Sala Fontana, 1991), spettacolo tra i più replicati (oltre 550 repliche), presentato in sei versioni linguistiche, che vince a Montevideo (UR) il premio "Florencio" e sarà ospitato in apertura della stagione cittadina del →Teatro Kursaal di Lugano, nel 1998. Nel 1989 è con Silvia Priori il fondatore, a Brescia (I), del Teatro Blu, per cui scrive e dirige nello stesso anno Arianna. Durante un soggiorno nel Canton Giura, ultima una raccolta di novelle (Come acqua allo specchio, Casagrande, 1992) alle quali si ispira lo spettacolo Passo Migratore (Lugano, →Studio Foce, 1992). Nel 1995 realizza il monologo Giacobbe, nel quale affronta il tema della depressione e della relazione tra padre e figlio. Con 1337, Déjeuner sur l’herbe (Milano, Comuna Baires, 1995) dirige un progetto sull’amore di coppia e la relazione con il sacro, cui già era dedicato il testo precedente, più chiaramente segnato dalla clownerie, Percossi Obbligati (Lugano, Studio Foce, 1994). Nel 1996 scrive e dirige lo spettacolo Patria (Milano, Comuna Baires), storia di un soldato-clown perso ai limiti di un fronte. Dopo un soggiorno in Etiopia, dove partecipa ad un progetto per l’integrazione attraverso il teatro di bambini orfani, crea con Dolores Heredia lo spettacolo Aitestás (Bellinzona, →Teatro Sociale, →Festival internazionale del Teatro, 1998), una produzione in occasione dei quindici anni del Teatro Sunil, che vorrebbe rispecchiarne l’estetica, in una libera associazione di momenti clowneschi; segue un ambizioso progetto tri-lingue, elaborato con il gruppo canadese Carbone 14, Visitatio (Usine C, Montréal, 2000) e il più intimo Ti amo (La Paz, Messico, teatro municipale, poi presentato a Chiasso, →Cinema Teatro, 2002), sul delicato rapporto tra la moglie e sua sorella Ana Heradia, affetta da sindrome di down. Nonostante una scrittura non priva di suggestioni e una crescente maturità espressiva, F.P., come regista e attore, non esce quasi mai dal ruolo minimalista del clown ed esprime il meglio di sé negli assolo comico-poetici, costruiti attorno a gag mimiche e gestuali, come in Icaro, pièce da "camera" e per "uno spettatore solo" che simboleggia e comunica con efficacia la possibilità del sogno-fuga e del sorriso come sfida alla malattia e alla morte. Dal 2001 collabora con la troupe canadese del Circo Eloize, firmando le regie degli spettacoli Nomade (2002) e Rain (2003); per il Cirque du Soleil crea e dirige il nuovo spettacolo destinato alla tournée internazionale, Corteo (Montréal, 21 aprile 2005, musiche di Maria Bonzanigo e Philippe Leduc).



Autrice: Manuela Camponovo



Fonte:

Camponovo, Manuela: Daniele Finzi Pasca, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 1, pp. 596–597.

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