Elvis van der Mejden

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* 10.5.1958 Sorengo TI, all’anagrafe Elvezio v.d.M.

Dopo la maturità, conseguita a Lugano, frequenta per un anno i corsi di Storia dell’Arte all’Università di Basilea. Nel 1979 è all’Ecole supérieure d’arts visuels di Ginevra. Nel 1991 inizia a lavorare per il teatro, realizzando la scenografia di Alieno di Luciano Salini, prodotta dal →Teatro Pan di Lugano, regia di →Andrea Novicov (Lugano, →Studio Foce). Per il Teatro Pan progetta e realizza le scene di Un nido di parole da Alfonsina Storni, regia di Andrea Novicov (1992); Che ne è stato di Sancio Pancia dopo la morte di Don Chisciotte? con →Giuseppe Valenti (testo e regia di →Ferruccio Cainero, 1996); Il piccolo principe da Saint-Exupéry (Giuseppe Valenti, 1997); Fenix (Maria Maglietta, 1997) e Sogno nomade di Miriam Bardini (Gigi Tapella, 2000, Premio "Zora la rossa"). Collabora pure con il →Teatro la Maschera di Lugano per gli spettacoli Oh papà, povero papà, la mamma ti ha appeso nell’armadio e io mi sento tanto triste di Arthur L. Kopit (Fabio Battistini, 1992); Un cerchio azzurro immenso, nel suo cuore una stella (di e per la regia di →Andrea Canetta, 1994) e Caino e Atalanta o l’angoscia di Georg Heym (Julius Effenberger, 1995). Dal 1996 lavora con la →Compagnia Luganoteatro, firmando le scene di La festa è di là di Agnès Jaoui e Jean-Pierre Bacri (1996), L’amante di Harold Pinter (1997), Macbeth di Shakespeare (1998) e Casa di bambola di Henrik Ibsen, tutti per la regia di Silvano Piccardi.



Autrice: Natalia Genni



Fonte:

Genni, Natalia: Elvis van der Mejden, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 2, pp. 1224–1225.

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