Felice Filippini

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* 20.6.1917 Arbedo TI, † 9.9.1988 Muzzano TI. ∞  Dafne Salati, pianista.

Dopo il ginnasio a Bellinzona, avvia la sua formazione artistica con soggiorni di studio a Friburgo e Svitto. Tornato in Ticino nel 1934, lavora negli ateliers dei pittori Ugo Zaccheo, a Locarno, e Carlo Cotti, a Lugano. Si diploma nel 1937 alla Scuola Magistrale di Locarno. È dapprima collaboratore, indi responsabile (dal 1943 al 1969) dei programmi parlati della →Radio Svizzera Italiana (RSI), attività che gli permette di avvicinare il pubblico di casa alle figure più rappresentative della cultura europea, specialmente teatrale. Notevoli i suoi adattamenti radiofonici di opere di →Max Frisch, Pirandello, Beaumarchais, Giraudoux, Büchner, nonché le sue traduzioni di testi teatrali per l’editore milanese Rizzoli: Il barbiere di Siviglia di Beaumarchais (Rizzoli, 1951; versione radiofonica nel 1954), cui affianca un saggio critico (Figaro ovvero Il primo torto è quello di esser morto: Saggio sul celebre personaggio di Beaumarchais, Lugano, Edizioni Cenobio, 1952); Risveglio di primavera di →Frank Wedekind (Rizzoli, 1955); La morte di Danton, Woyzeck, e altri scritti di Georg Büchner (Ivi, 1955). Da ricordare inoltre la radiocommedia Gli uomini ti guardano (1944) e il radiodramma Non canta il gallo (1954). Dopo il successo e la polemica sollevati dal romanzo Signore dei poveri morti (Premio Lugano 1943), in un periodo di intensa produzione letteraria, tenta anche la scrittura teatrale: il dramma Caldana (1944) viene premiato al Concorso indetto dalla rivista "Svizzera Italiana" (ex-equo con L’altra vita di →Carlo Castelli). Vi rappresenta il dolore di un soldato, Nicola Moretto, stretto fra i disagi della vita militare e i problemi privati: "vorremmo - scrive F. nel breve commento che fece seguire al testo pubblicato nel 1945 (Lugano, "Svizzera Italiana") - che il dramma trovasse proprio qui una ragione: in questo continuarsi, come problema, nei pensieri e discorsi del pubblico". Rimasto allo stadio dattiloscritto invece Il malato porta il sano, una pièce che, presentata contemporaneamente a Caldana, nella sezione "commedia in 3 atti", fu segnalata dalla Giuria come originale per l’impostazione ma un po’ appesantita da reminiscenze di "americanismo". Di un altro dramma dà notizia una lettera del 1947, scritta a Giuseppe Zoppi: se ne conosce il titolo, Il soldato a vita, ma non il copione. A partire dagli anni ‘50, F. sarà attivo prevalentemente come pittore.

Bibliografia

  • Pierre Courthion, Introduzione, in Felice Filippini, Torino, Edizioni ILTE, 1971;
  • Felice Filippini: una vita per la pittura , Villa Malpensata, Lugano, dal 7 maggio al 13 giugno, 1982 [catalogo].


Autore: Flavio Catenazzi



Fonte:

Catenazzi, Flavio: Felice Filippini, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 1, p. 590.

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