Francesco Soave

Aus Theaterlexikon
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* 10.6.1743 Lugano TI, † 17.1.1806 Pavia (I).

È convittore del prestigioso Collegio S. Antonio di Lugano e allievo di padre →Gian Pietro Riva. Nel 1759 aderisce all’ordine somasco. Segue un lungo periodo di studi e di insegnamento in diverse università e collegi italiani. La sua fama è dovuta però soprattutto all’attività in campo pedagogico. È infatti il primo fondatore di scuole per maestri e il primo autore di libri di testo per le scuole italiane. Nel 1776 partecipa con le Novelle morali, il libro che lo renderà celebre, ad un concorso per novelle educative indetto dal conte bresciano Bettoni, vincendovi il primo premio. Una delle novelle, Damone e Pizia, sul tema dell’amicizia, è stata adattata per la scena in un’azione melodrammatica in due atti da Giovanni Anastasi (musica del maestro →Arnaldo Filipello) e rappresentata per la prima volta al →Teatro Apollo di Lugano il 29 maggio 1921. S. inizia la sua attività teatrale durante il soggiorno a Parma (dal 1665 al 1772). In quegli anni la corte dei Borboni tenta di ridare lustro alla vita culturale della città emiliana. Il principe mantiene tra l’altro una compagnia di attori francesi e nel 1756 incarica il commediografo veneziano Goldoni di comporre tre melodrammi. Nel 1771 alla corte viene organizzato un concorso per tragedie e commedie, al quale prende parte anche Glicerio Ceresiano (nome arcade del S.) con la commedia La scuola dei padri. Il manoscritto è conservato nella biblioteca Palatina (Ms. Parm. 805). Anche se la trama è scontata (Geronzio, il padre di Alcindo e tutore di Isabella, vuole che il figlio sposi Donna Lucrezia, più anziana di lui; dopo molti intrighi, il giovane sposerà Isabella), sono di un certo interesse l’attenzione dell’autore verso la psicologia dei personaggi e lo stile colloquiale degli endecasillabi sciolti. Secondo Michele Grossi, S. avrebbe lasciato molti manoscritti tra i quali innumerevoli "Tragedie e Commedie ad uso dei Collegi", di cui oggi purtroppo si sono perse le tracce. Neppure nella raccolta molto ampia (19 volumi) delle opere del grande pedagogo e letterato luganese, pubblicata a Milano nel 1815-17 da Ferdinando Baret , si accenna alla sua produzione drammatica.

Bibliografia

  • Michele Grossi, Quaderno della Federazione Docenti Ticinesi nel secondo centenario della nascita di Francesco Soave, Lugano, La Buona Stampa, 1943;
  • Angelo Grossi e Laura Gianella, Francesco Soave: vita e scritti scelti, pubblicati in occasione del 2o centenario della na­scita, Lugano/Bellinzona, Istituto ticinese d’arti grafiche ed editoriali, 1944;
  • Adolfo Jenni, Una commedia inedita del Soave a Parma, estratto dall’Archivio Storico per le Province Parmensi, vol. XI, 1959.


Autrice: Paola Gilardi



Fonte:

Gilardi, Paola: Francesco Soave, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 3, pp. 1694–1695.

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