Giovanni Airoldi

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* 15.1.1823 Lugano TI, † 3.8.1894 Lugano TI. Conosciuto anche sotto lo pseudonimo di A. Gauno.

Studia giurisprudenza presso le università di Pavia e Pisa; accanto alla carriera forense, intrapresa nel 1845, e all’impegno politico (nel 1873 è eletto nel Gran Consiglio ticinese e nel 1875 nel Consiglio degli Stati a Berna) A. si dedica con grande interesse alla cultura e alla pubblica istruzione, fondando nel 1851 il giornale "L’Elettore ticinese". In ambito teatrale pubblica nel 1852 il dramma in cinque atti Riccardo di Luznach. Le sue numerose produzioni teatrali in prosa e in versi appaiono su quotidiani e periodici ticinesi e milanesi o sono raccolte in libretti di formato tascabile. Mantiene stretti contatti con Milano, dove fa rappresentare i suoi drammi e pubblica alcune delle sue opere nella collana "Florilegio drammatico" di S. Sanvito, associazione di cui fanno parte capocomici e drammaturghi. Prerogativa della società: la possibilità di rappresentare i lavori pubblicati è riservata ai soli membri. La grave malattia agli occhi, che lo porterà alla cecità, non distrae A. dalla sua feconda produzione letteraria e teatrale. Nel 1887 fonda il "Pancacciere", quindicinale diffuso in Ticino e in Lombardia, di cui usciranno – fra il 1887 e il 1891 – ventitrè numeri, e dove troveranno spazio le sue ultime opere e innumerevoli articoli di carattere politico, di critica letteraria e dello spettacolo. Fra i suoi drammi ricordiamo: La congiura del 1618 in Venezia (1857); Il colonnello conte di Valberga (1859); Corradino di Svevia (1873); la tragedia Fausta (1887); Valeria (1887) – tradotta in francese presso la Société de Publications Internationales di Parigi nel 1889 – ma anche la "Buffonata"Silvano (1888) e, sotto lo pseudonimo A. Gauno, la commedia Gli arricchiti (1876) e il dramma Emma (1858). L’opera dell’A. è caratterizzata per lo più da uno stile ampolloso e da un forte sentimento repubblicano, antiaustriaco e anticlericale: la trama del Colonnello si svolge per esempio durante la rivolta del 1848 contro gli austriaci; Corradino narra invece la sconfitta e la condanna a morte del discendente del Re svevo Manfredi, destituito dai Francesi, al tempo dell’occupazione della Sicilia e della Puglia. →Angelo Nessi critica in A. lo stile, ricco di pathos e di esclamazioni, e la sovrabbondanza dei monologhi, pur lodando il suo "giudizio critico fine ed arguto".

Bibliografia

  • Angelo Nessi, Scrittori ticinesi, a cura di Renato Martinoni e Clara Tanzi Caverzasio, Locarno, Dadò, 1997, pp. 111-112
  • Valérie, Pièce en cinq actes par Jean Airoldi de Lugano, traduction de l’italien par Eugène Bovay, suivie d’une notice biographique sur les principaux littérateurs tessinois, Paris, 1889.

Fondi

Archivio di Stato di Bellinzona, fondo Airoldi.



Autrice: Paola Gilardi



Fonte:

Gilardi, Paola: Giovanni Airoldi, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 1, pp. 33–34.

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