Guido Calgari

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* 13.12.1905 Biasca TI, † 8.9.1969 Montecatini (I).

Laureato in Lettere e Filosofia presso l’Università di Bologna, nella sua strabordante attività di scrittore, giornalista, insegnante e promotore culturale, trova spazio l’impegno teatrale. Quando nel 1933 si vede affidato il settore del radioteatro alla nascente →Radio Svizzera Italiana (RSI) riesce, in pochi anni, a creare una vera e propria compagnia, grazie ad attori dilettanti locali come →Maria Rezzonico, →Vittorio Ottino, →Mariuccia Medici (formati con corsi di dizione dallo stesso C., da Francesco Chiesa e da professionisti milanesi quali Giuseppe Galeati, Giulietta De Riso, Anna Carena). Lo stesso C. si presta dapprima a dizioni teatrali, anche in pubblico (L’abbazia di Pomposa, melologo di Domenico Tumiati, Lugano →Teatro Apollo, 1933), ma ben presto si consacra unicamente alla regia radiofonica (firmando, nel periodo 1933-41 almeno seicento realizzazioni), in un repertorio che privilegia gli autori contemporanei italiani (D’Ambra, Rocca, Niccodemi, Lopez, Giorgieri Contri, Anton, ecc.), ma con una particolare attenzione alla creazione specifica per il mezzo radiofonico (Fleischmann, Alberto Casella), e qualche radiotrasmissione di classici (Pirandello, Goldoni, Di Giacomo, Schiller, Anatole France). Oltre a fomentare la creazione da parte degli autori locali (→Vittore Frigerio, Giovanni Laini, e in dialetto →Ulisse Pocobelli e →Enrico Talamona), scrive egli stesso molti testi teatrali, talvolta celandosi sotto gli pseudonimi di Sergio Glostow e Tre Croci. Il suo bozzetto Un signore molto indiscreto (1932) è la prima radiocommedia in lingua trasmessa dalla RSI (la prima in dialetto essendo I maestran di Ulisse Pocobelli). In una produzione – spesso dai toni pomposi – caratterizzata da forti ideali patriottici e pedagogici, vanno segnalati: la commedia per la Radioscuola Nicolao della Flüe (Bellinzona, Istituto editoriale ticinese, 1935); il dramma sacro Il campo del sangue (1935), San Gottardo (Lugano, Mazzucconi, 1937), sintesi drammatica d’impianto patriottico. Nella commedia musicale Casanova e l’Albertolli (Bellinzona, Arti Grafiche Arturo Salvioni, 1938), scritta per la Fiera Svizzera di Lugano (1938), è presentato un Ticino volutamente alieno dai cliché rurali. Tra dialoghi, radiodrammi, radiosceneggiature sono una quarantina i testi scritti fino al 1942: radioriviste, oratori laici, biografie sceneggiate, sketch, divertissements, opere d’occasione (Mille non più mille, con →Carlo Castelli, per la fine d’anno 1936, simulante una catastrofe cosmica). L’attività registica lo porta inoltre a firmare spettacoli pubblici, in occasione delle "uscite" dei Radioattori sui palcoscenici cantonali: Come le foglie di Giuseppe Giacosa (Lugano, Teatro Apollo, 1936), I due timidi di Labiche (Chiasso, →Cinema Teatro, 1936), La locandiera di Carlo Goldoni (Lugano, Teatro Apollo, 1938), Nei e cicisbei di Amalia Guglielminetti (Trevano, →Castello di Trevano, "Mostra d’arte ticinese dell’Ottocento e contemporanea", 1937), L’eroe di G.B. Shaw (Bellinzona, →Teatro Sociale, 1938); senza contare le innumerevoli apparizioni nelle serate organizzate dalla Pro Radio (L’ultimo romanzo di Sabatino Lopez, a Bellinzona nel 1938), dalla Radioscuola e successivamente dalla Pro Militi. All’apertura del nuovo studio radio di Campo Marzio, alcune realizzazioni radioteatrali vengono poi date in presenza del pubblico: Vestire gli Ignudi di Pirandello, nel 1938; La famiglia dell’Antiquario di Goldoni, Il serpente a sonagli di Edoardo Anton, Signorina di Jacques Deval, L’amorosa tragedia di Sem Benelli, nel 1939. Questa pratica viene abbandonata durante la guerra e C., nominato a partire dall’anno scolastico 1940-41 alla direzione delle Scuole Magistrali di Bellinzona, lascerà presto anche l’attività radiofonica (sostituito da Renato Regli, poi da →Romano Calò). Forse l’impresa teatrale più interessante (anche dal profilo culturale della "Difesa spirituale" instaurata in Svizzera dal novembre 1938) è il libretto di Sacra Terra del Ticino (Bellinzona-Zurigo, Istituto editoriale ticinese, 1939, →Festspiel nella Svizzera Italiana), presentato per la giornata ticinese della Landi (Landesaustellung, Esposizione nazionale svizzera, 1939) e successivamente ripreso da →Alberto Canetta (Lugano, Palazzo dei Congressi, 1980), in occasione dell’apertura della galleria autostradale del San Gottardo. Nella stessa direzione di valorizzazione del patrimonio culturale ticinese andranno la rivista "Svizzera Italiana", fondata nel 1941, la fondazione dell’Associazione Scrittori della Svizzera Italiana (ASSI) nel 1944, e la collana di Testi teatrali, promossa dal 1950 presso le edizioni Grassi di Bellinzona (con il sostegno di Pro Helvetia). Dopo la direzione della Scuola Magistrale (1940-52), C. occuperà la cattedra di Letteratura italiana al Politecnico Federale di Zurigo. Tornerà alla RSI soltanto negli anni Sessanta come autore di una lunga serie di Cronache di Teatro (un centinaio tra il 1960 e il 1964). C. è inoltre autore di una smisurata mole di articoli di argomento letterario, sociale, politico e di vari volumi, tra cui si ricordano Storia delle quattro letterature della Svizzera (Milano, Nuova Accademia, 1958), Ticino degli uomini (Locarno, Pedrazzini, 1966); tra le opere di narrativa Quando tutto va male (Lugano, Mazzuconi, 1933; poi con l’aggiunta di altri racconti tristi dell’alto Ticino, Chiasso, Elvetica, 1968).

Bibliografia

  • Fiorenza Calgari-Intra, Guido Calgari Un uomo e il suo paese, Locarno, Dadò, 1990;
  • Pierre Lepori, Il teatro nella/della Svizzera Italiana (1932-87), Dottorato di ricerca, Università di Berna, 2005, pp. 42-157 e 214-32.

Fondi

  • Fondo Calgari, Archivi di Cultura Contemporanea, Biblioteca cantonale, Lugano.


Autrice/Autore: Manuela Camponovo/Pierre Lepori



Fonte:

Camponovo, Manuela/Lepori, Pierre: Guido Calgari, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 1, pp. 329–330.

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