Ketty Fusco

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* 5.8.1926 Napoli (I), all’anagrafe Caterina F. Madre di →Silli Togni, attrice.

Dopo il liceo classico a Lugano, consegue il diploma di lingue alla scuola di commercio di Bellinzona. A soli dieci anni debutta alla →Radio Svizzera Italiana (RSI) in una trasmissione per bambini, La Lucciola. La sua formazione teatrale avviene direttamente in ambito radiofonico, con →Guido Calgari, Renato Regli (con i quali segue i primi corsi di recitazione) e →Romano Calò, con cui si forma a una recitazione classica di introspezione psicologica. Nel 1949 ottiene un contratto stabile in qualità di attrice. Nel 1962 è attiva per la nascente →Televisione della Svizzera Italiana (TSI), nell’organizzazione e preparazione di programmi per la famiglia e i bambini (Girotondo, Disegni filmati, Mondo di Eva). Dal 1974 al 1991 è produttrice del teatro radiofonico, responsabile dei radiodrammi e degli sceneggiati. Per la radio partecipa a spettacoli pubblici: è Maddalena in Amedeo o come sbarazzarsene di Ionesco (Lugano, →Teatro Apollo, 1970, regia di →Carlo Castelli); e all’Auditorio della RSI è Antigone in Antigone/Opera 55 di Sofocle/Mendelssohn-Bartholdy (1974, regia di →Luigi Faloppa), la signora di Epiney in Mozàrt di Sacha Guitry e Reynaldo Hahn (1991, regia di →Adalberto Andreani). In palcoscenico ha collaborato alle esperienze del →Teatro Prisma di Lugano: nel 1957 è Amanda Wingfield in Zoo di vetro di Tennessee Williams (1958) e Lia in Gabriella e il marziano di →Giuseppe Biscossa, entrambe per la regia di Franco Passatore. Con la →Compagnia Teatro La Cittadella è la madre ne Il compagno di viaggio di Carlo Castelli (1965, regia di →Alberto Canetta), il ruolo femminile creato per Edith Piaf ne Il bell’indifferente di Jean Cocteau (1966, regia di Enrico Romero). Per il →Teatro della Svizzera Italiana è stata Babette in Omobono e gli incendiari e una zitella in La grande rabbia di Filippo Hotz di →Max Frisch (Acquarossa, Cinema-Teatro Blenio, 1983, regia di →Sergio Genni). Ha collaborato, fin dalla fondazione, con il →Teatro la Maschera di Alberto Canetta. Tra le sue interpretazioni: Bankhead Tallulah in Un tram che si chiama Tallulah di →Fleur Jaeggy (1984), "l’invettiva della regina" nel Riccardo III di Shakespeare (1985), Andrejevna ne Il Giardino dei ciliegi di Čechov (1985), tutti per la regia di Alberto Canetta; Iris in Sola in casa di Dino Buzzati (1986, regia di →Letizia Bolzani); la nonna in Fruscio d’ombre di →Andrea Canetta (1987, per la regia dell’autore); la madre in Senza Copione di Gina Lagorio (1989, regia di →Antonio Ballerio). È attiva poi nella →Compagnia Luganoteatro: è Regina in Regina madre di Manlio Santanelli, regia di Alberto e Gianni Buscaglia (→Studio Foce, 1994, già produzione del Teatro la Maschera), Melissa in Lettere d’amore di Alfred Gurney, regia di Ballerio (Studio Foce, 1999, già produzione del Teatro la Maschera per la regia di Andrea Canetta nel 1992), mentre nelle Performances d’autore (Teatrino dell’Università della Svizzera Italiana, 1996) propone una serie di quattro serate tematiche, dedicate a grandi autori, composte di una parte pedagogico-narrativa e di una serie di monologhi. E’ presente anche al →Teatro Kursaal di Lugano: Nel profondo mare azzurro di Terence Rattigan, regia di Castelli (1959); Menzogne della mente di Sam Shepard (1991), regia di Andrea Canetta. Importanti anche le sue partecipazioni al festival →Vesperali, nella cattedrale di Lugano, per cui è la madre ne La leggenda di Ognuno di Hugo von Hofmannsthal (1987, regia di Alberto Canetta), la cieca in L’Evento di Italo Alighiero Chiusano (1989, regia di Fabio Calvi), Donna de’ Paradiso di Jacopone da Todi (1991, regia di Fabio Battistini). Battistini, direttore del Teatro dell’Eremo, la invita inoltre a lavorare con lui nelle produzioni italiane: L’annuncio a Maria di Paul Claudel (1993) e Diario di un curato di campagna di Georges Bernanos (adattamento di Mario Contini, 1994, ruolo della contessa), entrambe presentate a Leggiuno (Varese). Ha pubblicato un libro-inchiesta su Teatro della Svizzera Italiana; un sogno o un programma per gli anni settanta? (Zurigo, Società svizzera di studi teatrali, 1973), raccolte di poesia (Nella luce degli occhi, JET, Bellinzona, 1962; con Solvejg Albeverio e Carla Ragni Il fiore e il frutto:Triandro donna, Venezia, Edizioni del Leone, 1993), racconti per l’infanzia e un romanzo (In quell’albergo sul fiume, Dadò, Locarno, 1999). Membro di →SST (nel comitato dal 1973 al 1990), →AdS, Pen Club, ASSI.

Riconoscimenti

  • Maschera d’argento alla carriera della rivi­sta "Sipario", 1987; →Anello Hans Reinhart, 1994.


Autrice: Raffaella Fioroni



Fonte:

Fioroni, Raffaella: Ketty Fusco, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 1, pp. 664–665.

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