Margit Huber

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* 19.7.1951 Winterthur ZH, all’anagrafe Margrit H. (nome conservato fino al 1998).

Dopo la formazione di danzatrice, coreografa e pedagoga di danza alla →Sigurd Leeder School of Dance di Herisau (1971-74), nel 1977 inizia la sua carriera con il gruppo di danza espressiva Choreo 77 (→Juri Ackermann) per cui firma e interpreta le coreografie Figure di sogno e Divenire (1977). Nel 1982 si stabilisce nel Cantone Ticino, apre a Lugano prima un atelier e, dal 1985 al 1995, la scuola "La Capriola"; collabora come danzatrice e coreografa con il Teatro Danza di Lugano, per cui è l’interprete principale di Salomè da Oscar Wilde, prodotto dal →Teatro Pan, per la regia di Mariella Mandel-Veronesi e le coreografie di →Claudio Schott (Lugano, →Teatro Cittadella, 1985). Decide in seguito di dedicarsi esclusivamente all’assolo, per lei la forma più autentica della danza. Del 1987 è il suo debutto da solista con Ombre ritrovate (Ascona, →Teatro San Materno). Nello spettacolo Festa del sole ispirato a →Rudolf von Laban, presentato al →Monte Verità la notte del 14-15 agosto 1988, danza la sua coreografia Die Vermehrung des Lichts. Il 29 settembre dello stesso anno debutta con Acqua e Terra (Ascona, Teatro San Materno). Nel maggio 1989, al Teatro San Materno, presenta Dedicato a Isadora Duncan, Charlotte Bara e... sviluppato poi in Hommage a Isadora Duncan (Lugano, →Studio Foce, 1990). Ma il filone più innovativo e convincente è rappresentato sempre più chiaramente dalle ricerche attorno a temi ispirati ai quattro elementi cosmici, alle leggende etniche, ai miti classici, in un ritorno alle origini, mediato dal gesto. H. sviluppa i suoi motivi conduttori sfruttando espedienti di narrazione gestuale-mimica, di luce, colori e illustrazione sonora. Significativa l’utilizzazione di oggetti con particolare carica simbolica e persino di animali vivi, a cui attribuire un valore totemico. Nascono così: Fuoco e aria (Lugano, Studio Foce, 1989); Volo dalle tenebre, suggerito dal mito di Icaro (Lugano, Studio Foce, 1991); Acqua di luna, ispirato dal libro degli I-Ching (Rassegna →TASI, Poschiavo GR, Centro Culturale Rio, 1994); Shaman (Bellinzona, →Teatro Sociale, 1998). Un’ulteriore svolta in questo percorso è segnata da Un pinguino vola verso sud (rassegna TI-danza, Bellinzona, Teatro Sociale, 1999): impiegando anche delle comparse, H. si avvicina alla forma sociale ed esistenziale del teatro-danza, svolta confermata dalla fondazione, nell’estate 2000, della compagnia Babilonia (debutto con La cena, Lugano, Studio Foce, 2000) che intende dedicarsi appunto a questo genere di spettacolo, utilizzando attori e danzatori. In parallelo, H. continua a sviluppare una sua personale ricerca solistica. Del 2002 è A bluegreen white dream, coreografia ispirata allo stile Butho (Lugano, Studio Foce, rassegna TI-Danza e TI-Teatro), del 2005 Lyr presentato nell’ambito della prima edizione degli Incontri teatrali del TASI (Lugano, Nuovostudiofoce). Membro: TASI, →Associazione Svizzera Danzatori e Coreografi , →SBTG.



Autrice: Manuela Camponovo



Fonte:

Camponovo, Manuela: Margit Huber, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 2, pp. 882–883, vedi immagine p. 882.

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