Mariuccia Medici

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* 19.2.1910 Milano (I).

Nel 1913 la famiglia si trasferisce a Lugano dove la M. assolve gli obblighi scolastici; nel 1931 consegue la patente di maestra alla Normale di Locarno (oggi Magistrale); insegnerà per oltre quarant’anni a Lugano-Loreto (pensionamento nel 1976). Comincia a recitare nel 1937 con i Radioattori della →Radio Svizzera Italiana (RSI), presentandosi con questa formazione (ancora mista, di professionisti e dilettanti), anche in palcoscenico: L’ultimo romanzo di Sabatino Lopez (regia di →Guido Calgari, Bellinzona, →Teatro Sociale, 1938), Il mestiere del gentiluomo di e per la regia di →Carlo Castelli (Lugano, →Teatro Apollo, 1941). Dal 1945, non potendo conciliare recitazione e lavoro, entra nel gruppo dialettale amatoriale della "Domenica popolare", dove per anni darà voce ai molteplici e indovinati personaggi di →Sergio Maspoli (che cura personalmente le regie dei propri testi), in ruoli comici (Mazz da cart [Mazzo di carte], 1960), di moglie da gabbare (La becazza [La beccaccia], 1971) o di donna saggia (La ricetta da la zia Carolina 1961), ma anche con testi più inquieti e drammatici (La cà di vecc [La casa degli avi], 1960; Ol piano a cova [Il piano a coda], 1964). Nel 1962 con Ol bagiöö [Il penzolo] esordisce alla →Televisione della Svizzera Italiana (TSI), dove sarà in altre 12 produzioni maspoliane, in studio (I trii gombat [I tre gomiti], 1976) e dal vivo: L’altalena di ann [L’altalena degli anni], Tenero, Teatro Iris, 1980; Vintmila in crüsca [Ventimila franchi in nulla], Chiasso, Cinema-Teatro Excelsior, 1981. Dopo il 1976 l’attività teatrale con la compagnia del →Teatro dialettale alla RTSI si fa più intensa, in rappresentazioni di stampo ticinese - El vol mancaa del scior Togn [Il volo mancato del signor Antonio], di →Enrico Talamona (Biasca, Teatro Politeama, 1980) - ma pure in lavori classici: La serva affezionada [La serva amorosa] da Goldoni con Antonio Guidi e Giancarlo Padoan (Chiasso, Excelsior, 1979, ruolo di Beatrice). Molto successo ottengono le sue interpretazioni di Felicita Colombo e Nonna Felicita di Giuseppe Adami, accanto ad Ernesto Calindri (Chiasso, Excelsior, 1982 e 1985, regia di →Vittorio Barino). Da ricordare inoltre: Quel signore che venne a cena di Moss Hart e George Kaufmann, con Enzo Tarascio e Nando Gazzolo (Lugano, →Teatro Cittadella, 1989, regia di Barino, ruolo di Henriette Stanley). In una lunga carriera amatoriale - la cui assidua presenza al microfono e gli spettacoli in diretta televisiva regalano una notorietà pubblica ineguagliata - la M. ha interpretato con coerenza e duttilità mezzo secolo di teatro dialettale ticinese, percorrendone i vari generi e stili, dal primo bozzettismo (Talamona) al teatro popolare di Maspoli, dagli adattamenti di testi classici o di gusto moderno e brillante, fino al più recente genere televisivo della sit-com dialettale ‘Na famiglia da gent viscora [Una famiglia di gente vispa], dal 1991 al 1999, di →Martha Fraccaroli. Prediligendo i ruoli di burbera benefica e giocando con abilità su un registro comico ricco di sfumature, nel tempo ha dimostrato un singolare talento di attrice, partecipando anche ad allestimenti di livello professionale: indimenticabile, nel 1986, la sua prestazione in El nost Milan di Carlo Bertolazzi al →Teatro la Maschera di Lugano, per la regia di →Alberto Canetta, nei ruoli di Maghigia e Caterina.



Autore: Matteo Casoni



Fonte:

Casoni, Matteo: Mariuccia Medici, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 2, pp. 1214–1215, vedi immagine p. 1215.

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