Peter Bissegger

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* 30.4.1932 Zurigo.

Dopo gli studi liceali a Zurigo (maturità nel 1952), è assistente di →Teo Otto allo →Stadttheater di Zurigo, dove sarà scenografo dal 1957 al 1961, firmando una trentina di realizzazioni, tra le quali: Der Arzt wider Willen di Molière (regia di →Werner Kraut, 1957); Epitaph für George Dillon di Osborne (→Leopold Lindtberg, 1958, prima rappresentazione in lingua tedesca); Marie und Robert di →Paul Haller (→Reinhart Spörri, 1958); Wir sind noch einmal davongekommen di Thornton Wilder (→Karlheinz Streibing, 1959); Amphitryon 38 di Giraudoux (→Oskar Wälterlin, 1959); Das Gemälde di Ionesco (→Gert Westphal, 1960); Der Revisor di Gogol (Lindtberg, 1960); Candida di G.B. Shaw (→Kurt Horwitz, 1961). Dal 1961 al 1966 è ingaggiato allo →Stadttheater di Basilea, dove realizza una quarantina di allestimenti, in particolare per →Adolph Spalinger (Donna Rosita bleibt ledig oder Die Sprache der Blumen di García Lorca,1962), →Erich Holliger (Trauer muss Elektra tragen di O’Neill, 1963), Wolfgang von Stans (Graf Oederland di →Max Frisch, 1965), →Ulrich Brecht, →Reto Babst, →Walter Pohl. Per la stessa maison firma anche 19 scenografie d’opera, tra cui si ricordano Die Entführung aus dem Serail di Mozart (regia di Hans Ulrich Kaegi, direzione di →Francis Travis, 1961) e La traviata di Verdi (regia di →Friedrich Schramm, direzione di →Armin Jordan, 1964). Nel 1967 si trasferisce in Ticino, dove è scenografo per la →Televisione della Svizzera Italiana (TSI), Comano TI, in numerose realizzazioni teatrali: Il teatro comico di Goldoni (→Vittorio Barino, 1975), Oederland di Max Frisch (→Sergio Genni, 1975); Il tesoro di Marco Polo di →Michel Poletti (regia televisiva di Mirto Storni, 1977); Basso Obbligato, spettacolo con →Fernando Corena e le coreografie di →Riccardo Duse (Genni, 1980); Tanta pietà per me di →Adolf Muschg (Barino, 1982) e la versione italiana di Maria e Roberto di Paul Haller diretta da Sergio Genni (1985). Ha continuato a lavorare anche per teatri italiani (Der fliegende Holländer e Tannhäuser di →Richard Wagner, al Teatro alla Scala di Milano, nel 1966 e 1967) e tedeschi (Städtische Bühnen di Francoforte e di Friburgo in Brisgovia, Theater der Stadt di Essen), tornando a più riprese, come ospite, anche allo Stadttheater di Zurigo (1969-75). Dagli anni ’70 ha firmato regolarmente scenografie per il →Theater für den Kanton Zürich di Winterthur: Die drei Musketiere da Dumas (per cui cura regia, costumi, scene e musiche, 1977); Andorra di Frisch (→Johannes Peyer, 1981) e numerosi allestimenti per gli spettacoli di Reinhart Spörri: König Hirsch di Gozzi (1980); Mass für Mass di Shakespeare (1983); Romulus der Grosse di →Friedrich Dürrenmatt (1984); Macbeth di Shakespeare (1987); Emilia Galotti di Lessing (1989). A Zurigo ha lavorato inoltre per il Depot Tiefenbrunnen: Leonce und Lena di Büchner (regia di →Felix Rellstab, musiche di →Christoph Marthaler, 1984); Orpheus di →Hansjörg Schneider (regia di →Maja Stolle, 1984, prima assoluta); Was ihr wollt di Shakespeare (Felix Rellstab, 1989). Il teatro ticinese gli deve la concezione e creazione del →Teatro della Svizzera Italiana, Biasca TI, i cui progetti portano tutti la firma di B. e per cui – oltre a sedere nel comitato operativo – firmerà le scene di Omobono e gli incendiari e La grande rabbia di Filippo Hotz di Frisch per la regia di Genni (1983), Volpone di Ben Jonson per la regia di Barino, con un ingegnoso sistema di siparietti mobili (1984), Georges Dandin di Molière per la regia di →Mando Bernardinello (1986), Il borghese Schippel di Carl Sternheim per la regia di Genni (1987). Sempre in Ticino, ha lavorato nelle stagioni d’opera del →Palazzo dei Congressi di Lugano (Lo speziale di Haydn e La scala di seta di Rossini, entrambi per la regia di Filippo Crivelli, direzione di →Marc Andreae, 1982 e 1983), per le →Settimane Musicali di Ascona, i →Vesperali, Lugano TI e per i Concerti Pubblici della →Radio Svizzera Italiana. È stato membro del comitato della →SST dal 1983 al 1994.



Autore: Pierre Lepori



Fonte:

Lepori, Pierre: Peter Bissegger, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 1, p. 212.

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