Sergio Emery

Aus Theaterlexikon
Wechseln zu: Navigation, Suche

* 4.3.1928 Chiasso TI, † 5.6.2003 Lugano TI.

Studi alla Kunstgewerbeschule di Zurigo (1945), all’Accademia di Brera (1946-48) e all’Accademia Cimabue di Milano (autunno 1947). In seguito è a Parigi, dove frequenta lo studio di Edouard Pignon, e Venezia. Risalgono al 1947 le prime mostre in Ticino; tra il 1951 e il 1954 espone a Berna, Friborgo, Milano e intensifica l’attività di decoratore di interni; dal 1953 al 1967 interrompe la carriera pittorica e lavora come decoratore. Nel gennaio del 1957 viene accostato da Franco Passatore, con la proposta di creare la scenografia dello spettacolo inaugurale del →Teatro Prisma, Tre atti senza amore, con testi di G.B. Shaw, Arthur Schnitzler e Anton Čechov. La collaborazione prosegue con gli spettacoli successivi, sempre diretti da Passatore e con evidenti influenze della pittura neocubista: Zoo di vetro di Tennessee Williams; Loyal Circus (Voulez-vous danser avec moâ) di Marcel Achard (il primo spettacolo teatrale ticinese realizzato con scena circolare, sulla falsariga delle innovazioni al Teatro Sant’Erasmo di Milano); Boubouroche di Georges Courteline (co-regia di →Francis Borghi); Anfitrione di Plauto (recitato in abiti moderni); per Gabriella e il marziano di →Giuseppe Biscossa viene affiancato dal pittore Nag Arnoldi. Nella stagione successiva (febbraio 1958) firma le scene di un nuovo Anfitrione ’58, nell’adattamento e regia di Passatore. Nel 1958, in occasione dell’Esposizione Nazionale della vita e del lavoro della donna svizzera di Zurigo (Saffa), realizza la scenografia per lo spettacolo folkloristico ticinese. Come scenografo, E. tornerà a lavorare nelle produzioni della →Televisione della Svizzera Italiana (TSI), dal 1976 al 1991, anche in realizzazioni pubbliche (La serva affezionada, da Goldoni, 1979, Chiasso, Cinema-Teatro Excelsior, regia di →Vittorio Barino). Dal 1967 si dedica nuovamente alla pittura, con un interesse sempre più spiccato per l’arte informale e le installazioni. Personali alla Galleria Schubert di Milano, alla Galleria Centro Design di Lugano, alla Galleria Matasci di Tenero (1981), alla Galerie Medici di Soletta (1982), alla Galleria Mäder di Basilea (1993), alla Pinacoteca comunale Casa Rusca di Locarno (1997).

Bibliografia

  • Sergio Emery, catalogo a cura di Flaminio Gual­doni, Tadeus Pfeifer, Anna Pianezzola Emery, Locarno, Pinacoteca comunale Casa Rusca, 1997.


Autrice: Letizia Meienberg



Fonte:

Meienberg, Letizia: Sergio Emery, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 1, pp. 531–532.

Normdaten