Teatro San Materno, Ascona TI

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Edificio teatrale, produzioni di danza (1927-58), marionette (1987-98), stagioni di teatro, danza, musica

Dapprima attiva (dal 1919) al Castello San Materno, la ballerina e pedagoga →Charlotte Bara commissiona nel 1927 all’architetto tedesco Carl Weidemeyer la costruzione di un teatro in stile modernista, con annessa abitazione, inaugurato nel 1928; vi saranno allestite tutte le produzioni della Bara, in assoli, con danzatori ospiti o con il Gruppo Asconese di Danza: Eitelkeit – Vergänglichkeit (1932, 1935, 1937, 1951, musica di Gian Francesco Malipiero), Flucht nach Ägypten (1936, 1955, con Sacha Leontiev), Danses sacrées de l’Orient, 1950 (con Gordon Ludwig e Jane Tallis), Zu Ehren von Fra’ Angelico (1955, musica di César Franck, con Cat e Rachel Giese). Oltre a ospitare la scuola di danza mistico-religiosa, vi si esibiscono artisti di diversa estrazione: il →Goetheanum di Dornach, Marco Enrico Bossi, Arturo Toscanini, Claudio Arrau, Rudolf Serkin, →Jo Mihaly, Tatiana Barbakov, Raden Mas Jodjani. Nel 1957 viene invitata anche la compagnia del →Teatro Prisma di Lugano per una rappresentazione dell’Anfitrione di Plauto (regia di Franco Passatore). Il ritiro dalle scene della ballerina (nel 1958) pone un termine a questa fervente attività spettacolare. Il T. viene acquistato dal Comune nel 1978 e ceduto in affitto alla setta dei Testimoni di Geova, pur rimanendo i due appartamenti del piano superiore e quello del pianterreno a disposizione della Bara, che li occuperà fino alla morte, nel 1986. Allo scadere del contratto di affitto, nel 1984, su incarico del Municipio, l’architetto Antonio Pisoni propone un piano di ristrutturazione (i cui costi vengono stimati in 800 mila franchi), che non verrà realizzato. La sala teatrale viene tuttavia riaperta il 26 marzo 1987, sotto la direzione di →Michel Poletti, divenendo la sede del →Teatro Antonin Artaud, che organizza anche una ricca stagione di teatro di marionette (→Pannalal’s Puppets di Ginevra, Théâtre Globule di Losanna), prosa (Il bicchiere della staffa di Pinter, Teatro Città Murata di Como; L’Echiquier Théâtre di →Gil Pidoux) e musica (Kniri’s Crazy Blues Band). A partire dalla sua nona edizione (dal 13 al 20 settembre 1987), vi ha luogo il →Festival internazionale delle marionette. Tra gli ospiti che presentano in seguito i loro spettacoli troviamo: l’olandese Triangel Teatret (1988), Cuche et Barbezat (1988), il Théâtre pour le moment di Berna (1990), il Teatrino dell’Es di Bologna (1995), oltre agli spettacoli di Poletti e a un ricco programma di proposte musicali. Tra gli artisti ticinesi: →Margit Huber (1987, 1991, 1992), il →Teatro dei Fauni (1994, 1997), →Ivano Torre (1992). Il teatro viene dichiarato "Monumento storico" cantonale (1995), ma va gradualmente deteriorandosi: una petizione per il restauro raccoglie, nel dicembre 1996, 500 firme. Nonostante il progetto di una scuola per marionettisti diretta da Poletti (e sostenuta dal Cantone Ticino), il T.S.M. chiude dopo la ventesima edizione del Festival delle marionette (16-27 settembre 1998), con un bilancio complessivo di circa 800 spettacoli presentati. Il lavoro di restauro, previsto inizialmente nel periodo 2002-4, con una spesa totale di 3,6 milioni di franchi (coperti per circa il 30% da sussidi cantonali e federali), è poi slittato; il preventivo è stato approvato dal Consiglio Comunale, non senza polemica, nell’ottobre 2004.

Dati tecnici

sito il via San Materno, 3, in via di restauro.

Bibliografia

  • Edmund Stadler, Teatro e danza ad Ascona, in Monte Verità a c. di Harold Szeemann, Locarno, Dadò, 1978 (versione tedesca: Milano, Electa, 1978);
  • Charlotte Bara : 1901-1986 : Brüssel, Worpswede, Berlin, Ascona, a cura di Karl-Robert Schütze, Berlin, K. Schütze, 2000;
  • Carl Weidemeyer 1882 -1976. Artista e architetto tra Worpswede e Ascona, a cura di Bruno Maurer e Letizia Tedeschi, Milano, Skira, 2001.

Fondi

  • Archivio Weidemeyer, Museo comunale, Ascona.


Autore: Redazioine



Fonte:

Redazione: Teatro San Materno, Ascona TI, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 3, pp. 1822–1823, vedi immagine p. 1822.

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