Ulisse Pocobelli

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* 27.5.1887 Melide TI, †15.9.1950 Lugano TI, conosciuto con lo pseudonimo classicheggiante di Glauco.

Discendente da una famiglia patrizia melidese, segue dapprima le orme del padre, architetto, diplomandosi all’Accademia Albertina di Torino. Rientrato in Ticino nel primo decennio del ’900 si dedica all’insegnamento del disegno presso le Scuole Tecniche di Agno, Stabio e Chiasso e poi presso il Ginnasio e alla Scuola dei Capomastri di Lugano. Uomo mite e riservato, verso i trent’anni scopre il suo talento poetico: la prima raccolta di liriche dal titolo Voci nostrane (Lugano, Sanvito), in cui già si riconosce il carattere del bozzetto, è pubblicata nel 1923; seguiranno, tra le altre, Par viâltar pinin ticinês [Per voi bambini ticinesi], nel 1924, e Ghirlanda nel 1932. La sua ultima, e forse migliore, raccolta dal titolo E tilipp e tilepp risale al 1938 (Locarno, Pedrazzini). Fin dalla fondazione collabora alla →Radio Svizzera Italiana (RSI) con radiolezioni e radiodrammi in dialetto – di cui spesso cura la regia – e un numero enorme di bozzetti: I maestran, scena natalizia dedicata al rientro degli emigranti in patria, con una canzone di →Arnaldo Filipello, prima trasmissione teatrale della RSI, nel dicembre 1932, realizzata con la collaborazione della →Filodrammatica Delectando Beneficat, diretta da Giotto Cambi. Altre scene paesane fanno seguito negli anni immediatamente successivi: Ah, quel campanin, l’è n’ gran strion! [Ah, quella campanella è una gran birbona!] e Nelle vigne del Ticino, nel 1933; Sposalizi ticines [Sposalizio ticinese]e L’angelin l’è gorà via [L’angioletto è volato via], nel 1934; Doman jè i Fest [Domani è Natale]e La cros dai poaritt [La croce dei poveri], nel 1935; Sciatori al rifugio e Fem la comedia [Recitiamo la commedia], nel 1936; Quand l’eva minga carnevaa tütt l’ann [Quando non era festa tutto l’anno], Ma quand s’è fioeu [Quando si è bambini] e I comaa da la piazeta [Le comari della piazzetta], nel 1937; Al sass da la cros [Al sasso della croce] e Linosa, apri l’occhio, nel 1938; Donn e bo ai paes to [Donne e buoi dei paesi tuoi], La Gibigiana, È tornato maggio e Chi pensa minga prima in ultim al sospira [Chi non ci pensa in tempo, poi si pente], nel 1939; Corona da spin [Corona di spine], I cannoni grandinifughi e Il colpo di fulmine, nel 1940; Fastidi grass [Pene da ricchi] e Quand che padron comanda, caval trotta…[Quando il padrone l’ordina, trotta il cavallo], nel 1943. In qualche occasione suoi testi vengono rappresentati della Compagnia dei Radioattori sui palcoscenici cantonali (Come si mette in onda una commedia →Teatro di Locarno, 1936). Pubblica inoltre, nel 1920, La regina del lago e La tagliola e infine, nel 1946, i bozzetti drammatici Per voi. Temi ricorrenti nel teatro e nella poesia vernacolari di P. sono i ricordi dell’infanzia e gli affetti familiari, le situazioni di vita quotidiana, la sofferenza, la povertà, la bellezza del paesaggio del Ceresio. La sua opera, spesso colorata da una punta di ironia e di nostalgia per il passato, trae ispirazione da esperienze personali e dall’osservazione di gente e cose minute.

Bibliografia

  • Angelo Nessi, Scrittori ticinesi, a cura di Renato Martinoni e Clara Caverzasio Tanzi, Locarno, Dadò, 1997.


Autrice: Paola Gilardi



Fonte:

Gilardi, Paola: Ulisse Pocobelli, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 2, pp. 1419–1420.

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