Mario Botta

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* 1.4.1943 Mendrisio TI.

Si forma inizialmente come disegnatore tecnico e, dal 1965 al 1969, studia all’Istituto Universitario di Architettura a Venezia. Nello stesso periodo è assistente di Le Corbusier e, poi, di Louis Kahn. Nel 1970 apre il proprio studio a Lugano, divenendo ben presto una star internazionale dell’architettura contemporanea, con realizzazioni di grandissimo prestigio (San Francisco Museum of Modern Art, 1995). Per il teatro B. firma, nel 1992, lo spazio scenico del balletto Lo Schiaccianoci di Čajkovskij (coreografia di →Bernd Roger Bienert, →Opernhaus di Zurigo); una scenografia quasi del tutto astratta – con rare apparizioni di un tavolo, di una poltrona circolare e di sedie da lui create – in cui lo spazio è evocato da due enormi cubi di legno, capaci di movimenti in verticale e di rotazioni, dai cui tagli filtra la luce della scena. Nel 1994, sempre per l’Opernhaus, cura la scenografia del balletto Medea-Fragment musicato da Hans-Jürgen von Bose in base al frammento di Hans Henny Jahnn, con la coreografia di Bienert: due grandi quinte quadrate e forellate, dischiudendosi generano un’apertura verso la profondità retrostante, mentre una sfera sospesa e un ponte trasparente popolano lo spazio. Nel 1995, per lo →Stadttheater di Basilea, firma le scene di Ippolito, ideato e musicato da →Rolf Urs Ringger, per la coreografia di →Heinz Spoerli: un lungo colonnato prospettico, con una struttura metallica a scala che consente agli attori di accedere alla parte alta di un cilindro posto al centro dello spazio scenico. Nel 2002-4 firma il restauro e ampliamento del Teatro alla Scala di Milano.

Bibliografia

  • Philip Jodidio, Mario Botta, Köln, Taschen, 1999;
  • Mario Botta: opere complete, a cura di Emilio Pizzi, Milano, Motta, 1993-1998;
  • Mario Botta, Il nuovo Teatro alla Scala, Milano, Skira, 2005.


Autrice: Helena Bernal



Fonte:

Bernal, Helena: Mario Botta, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 1, pp. 251–252.