Teatro Sociale, Lugano TI

Aus Theaterlexikon
Wechseln zu: Navigation, Suche

Edificio teatrale, stagioni di prosa e opera lirica

Prima della costruzione di un teatro in muratura, si hanno notizie di recite a Lugano, in baracconi occasionali, a partire dal 1782 ("Gazzetta di Lugano", 36, 1782), in particolare del dramma giocoso di Paisiello L’italiana a Londra, grazie all’impresario Francesco Ferrari. Il Teatro di Piazza Bandoria (denominato "Sociale" e "Il Sociale" dopo il restauro del 1850) viene eretto nel 1805 dalla "Società dei comproprietari del teatro di Lugano", sul sedime lasciato libero dall’abbattimento del Macello di Mastra, su disegno di Rocco Torricelli ed è gestito da un comitato di proprietari che affitta la sala a compagnie di giro (nel periodo di carnevale) e promuove stagioni operistiche in autunno. Viene inaugurato il 1o gennaio 1806 con una rappresentazione dell’Antigone di Alfieri ad opera di una società di dilettanti locali, capeggiati da Ambrogio Luvini e con le "decorazioni"di Francesco Lucchini ("Gazzetta Ticinese", 36, 7 settembre 1806); la compagine dilettante calcherà anche in seguito le scene luganesi (Guglielmo Tell, 1808), mentre di una seconda compagnia filodrammatica locale si ha traccia a partire dal 1881 (I postiglioni del villaggio di Alby, 1887; La donna e lo scettico di Goldoni, 1888; Il mulino del Malcantone di Giovanni Anastasi, 1887). Tra le formazioni italiane transitate nell’edificio si attesta la presenza della compagnia comica Savelli (1807), dei cantanti e ballerini diretti da Vincenzo Pezzi (Amore e dispetto, 1812), della compagnia milanese Sacchi (1825), delle Compagnie Bresciani-Scalfi-Bottini (1828), Bergamaschi'(1837), Luigi Rosa (1837-38, Il famoso processo di madama Clarissa Manson, ovvero il terribile assassinio di Fualdes del barone di Cosenza), Mancini (1839-40), Majeroni (1842), Bonuzzi (1846), Ciotti-Pasta (1888) e della luganese Erminia Rainoni (La vergine delle grazie, 1858). Da notarsi che in alcuni casi gli spettacoli teatrali vengono concepiti in omaggio alla cultura locale: nel 1815, ad esempio, in una serata "a Beneficio dell’Attrice Felicita Paccot", la Società dei Compadroni sceglie un testo "Appositamente scritto, castigato, istruttivo, tratto dal martirologio": Ritorno in Roma, martirio e gloria di S.Lorenzo, protettore di Lugano, perseguitato dal Tiranno Decio. L’opera lirica è presente fin dall’autunno 1806 (Griselda di Ferdinando Paër allestita dall’impresario Gaetano Montignani) e già nel 1812 il T. è citato in un’opera di Rossini (La pietra del paragone, Milano, Teatro alla Scala): "Sul Teatro di Lugano / Gran furor nel Solimano! "(Aria di Macrobio, Primo Atto, scena XIV). Tra le rappresentazioni successive, si ricordano: Il matrimonio segreto di Cimarosa (1807); Mathilde di Sebran di Rossini (1827); Il barbiere di Siviglia di Rossini (1832); L’elisir d’amore di Donizetti (1834); Nina pazza per amore di Paisiello (1838 e 1841); La sonnambula di Bellini (1840); I masnadieri di Verdi (1850); Linda di Chamounix (1866); Un ballo in maschera di Verdi (1873); Il trovatore (1875). Trovano accoglienza nel T. anche spettacoli di "Prestidigitazione e magnetismo"(Thorn e David, 1884) o di acrobazia (la Compagnia di Gaetano Canetta di Brissago, 1844), mentre nel 1832 vi si esibisce una "Giovine Esquimesa del Groenland di 26 anni (...) vestita del suo proprio costume"e nel 1871 "il prof. Moreni, scopritore dello „Specchio in cui si vede l’immagine delle persone morte“ e considerato un nuovo Cagliostro". Nel 1850 il Teatro subisce un importante restauro ad opera dello scultore Alessandro Rossi, del pittore Gerolamo Belloni e del paesista Carlo Bossoli (che dipinge il sipario); il rifacimento degli scenari viene affidato a →Giuseppe Tencalla (coadiuvato da Enrico Robecchi). Ma nel 1887 si progetta la sua demolizione, realizzata nel luglio-agosto 1889; le recite teatrali proseguono tuttavia nel Palazzo Civico, nella Birreria Albergo Walter, nel →Teatro Rossini (1892-96), fino alla costruzione, nel 1898, del →Teatro Apollo. Dati tecnici: Il teatro sorgeva in riva al lago, nella Piazza della Bandoria (poi Piazza Giardino, dal 1889 al 1923 e oggi Piazza Manzoni), "di squisita forma neoclassica, con tanto di timpano in facciata" (Agliati).

Bibliografia

  • Il teatro di Lugano (1782-1852), "Bollettino Storico della Svizzera Italiana", Anno 3, 1881, pp. 32-37;
  • Mario Agliati, Il teatro Apollo di Lugano, Lugano, Istituto Editoriale Ticinese, 1967;
  • Simone Gojan, Luoghi teatrali in Svizzera, Zürich, Chronos Verlag, 1998.


Autore: Pierre Lepori



Fonte:

Lepori, Pierre: Teatro Sociale, Lugano TI, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 3, pp. 1825–1826, vedi immagine p. 1826.