Fabio Barblan

Aus Theaterlexikon
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* 22.12.1925 Siena (I).

Di padre svizzero e madre italiana, si forma in Italia dove, nei primi anni Quaranta, frequenta il Centro Sperimentale d’Arte Drammatica di Firenze. Trasferitosi in Ticino, nel 1947 inizia la collaborazione con la →Radio Svizzera Italiana (RSI), Lugano TI come attore-lettore. Insieme ad alcuni colleghi della compagnia di prosa (Olga e →Serafino Peytrignet, →Vittorio Ottino, →Mariuccia Medici), B. prende parte a spettacoli pubblici che girano in diversi teatri del Ticino, tra cui La vena d’oro di Guglielmo Zorzi, regia di Serafino Peytrignet (Lugano, Teatro della Casa d’Italia, 1954). Rimane alla RSI fino al pensionamento, prendendo parte a centinaia di realizzazioni sotto la direzione di →Romano Calò (Pene d’amore perdute di Shakespeare, 1950), Enrico D’Alessandro (Giulio Cesare di Shakespeare, 1958), →Carlo Castelli (Tutto per bene di Pirandello, 1960). Sul palcoscenico dell’Auditorio RSI lo troviamo nel ruolo di Arimane nel Manfred di Byron (1970, regia di Ottino) e come Corifeo nelle due opere di Felix Mendelssohn-Bartholdy tratte da Sofocle, Antigone e Edipo a Colono (regia di →Luigi Faloppa), entrambe nella stagione concertistica 1971. Sempre alla RSI lavora pure come regista (La casa nova di Goldoni, 1982; Lulù di Carlo Bertolazzi, 1992). È autore di gialli e drammi radiofonici (Le straordinarie vacanze dell’ispettore Tompson, 1970; Delitto in fabbrica, 1985) e di adattamenti e riduzioni di romanzi.



Autrice: Paola Beltrame



Fonte:

Beltrame, Paola: Fabio Barblan, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 1, p. 116.