Charlotte Bara

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* 20.4.1901 Bruxelles (B), † 7.12.1986 Ascona TI, nome d’arte di Charlotte Elise Catherine Bachrach.

Viene iniziata alla danza classica da un’allieva belga di Isadora Duncan; studia a Berlino con →Berthe Trümpy e →Vera Skoronel e a Losanna con →Alexander Sakharoff. Dalla prima infanzia manifesta particolare inclinazione all’estasi; la conoscenza delle danze giavanesi, portate in Europa dal principe Raden Mas Jodjani, la induce ad approfondire lo stile ieratico-religioso nel suo accostamento alla danza. Le prime apparizioni pubbliche sono attestate in Olanda (Rotterdam e Amsterdam, 1919) e a Berlino (Theater im Landwehrkasino e Kammerspiele des Deutschen Theaters, 1920). A Parigi (Comédie des Champs-Elysées, 1926) come a Godesberg (Aula des Lyzeums St. Antonius, 1926 e ’27) viene apprezzata per le sue coreografie, ispirate all’iconografia sacra e profana delle pitture medioevali e rinascimentali; in particolare per la sua reinterpretazione della Danza macabra, accompagnata da strumenti antichi quali la viella, l’arpa dei Minnesänger, il flauto di Pan. Nel 1920 appare per la prima volta sulle scene del →Teatro di Locarno, Locarno TI, danzando su musiche di Chopin, Grieg, Enrique Granados; vi si esibirà successivamente nel 1924 e nel 1932. Nel 1924 prende parte alla pastorale Il trionfo della camelia (→Festspiel nella Svizzera Italiana) di Silvio Sganzini, con musiche di Léo Kok. Nel 1926 si esibisce in coreografie a carattere mistico nel teatro annesso al Collegio Papio di Ascona. Grazie ai buoni rapporti con i padri benedettini, viene chiamata al →Welttheater Einsiedeln, Einsiedeln SZ per creare la Ridda degli angeli (1930). Constatata l’inadeguatezza del Castello San Materno (acquistato dalla famiglia nel 1919) per l’attività spettacolare e pedagogica della B., nel 1927 il padre commissiona all’architetto tedesco Carl Weidemeyer la costruzione del →Teatro San Materno, Ascona TI, inaugurato nel 1928; vi trova sede un teatro-scuola dove sperimenta l’integrazione espressiva fra danza e musica, la Schule für Ausdrucksgestaltung und Menschendarstellung, i cui allievi saranno integrati anche in alcune produzioni della B., come Gruppo Asconese di Danza (Danses sacrées de l’Orient, 1950, con Gordon Ludwig e Jane Tallis). L’attenzione alla realtà artistica locale sarà sempre presente: nel 1957 B. invita la compagnia del →Teatro Prisma di Lugano per una rappresentazione dell’Anfitrione di Plauto (regia di Franco Passatore). Accanto alle proprie danze di ispirazione mistico-religiosa, il teatro-scuola ospita compagnie e artisti di diversa estrazione: il →Goetheanum di Dornach, Marco Enrico Bossi (organista e compositore italiano che le propone una tournée americana, non realizzata), Arturo Toscanini, Claudio Arrau, Rudolf Serkin, →Jo Mihaly, Tatiana Barbakov, Sacha Leontiev e il citato Jodjani. Le proposte artistiche della B. si susseguono ad Ascona fino al luglio 1958: si ricordano Anbetung der Engel (1926, ispirato a Hans Holbein, con la partecipazione delle allieve della scuola); Eitelkeit – Vergänglichkeit (1932, 1935, 1937, 1951, musica di Gian Francesco Malipiero); Flucht nach Ägypten (1936, 1955, con Sacha Leontiev); Zu Ehren von Fra’ Angelico (1955, musica di César Franck). Fra gli estimatori della ballerina si ricorda anche il poeta italiano Gabriele D’Annunzio, mentre Anton Giulio Bragaglia ne parla come di una "santa ballerina". Nel 1923 il regista Hans Cürlis, uno dei pionieri del "Kulturfilm", ha inoltre realizzato un film di 12 minuti (oggi perduto) sulle sue danze gotiche.

Bibliografia

  • Alfred Richard Meyer, Charlotte Bara, Berlino, 1921;
  • Edmund Stadler, Teatro e danza ad Ascona, in Monte Verità a c. di Harold Szeemann, Locarno, Dadò, 1978 (versione tedesca: Milano, Electa, 1978);
  • Peter Paul Riesterer, Charlotte Bara: Leben und Tanz oder Das Asco­na der Charlotte, Ascona, 1985;
  • Charlotte Bara: 1901-1986: Brüssel, Worpswede, Berlin, Ascona, a cura di Karl-Robert Schütze, Berlin, K. Schütze, 2000.


Autore: Giorgio Appolonia



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