Dimitri

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* 18.9.1935 Ascona TI, nome d’arte di Jakob Dimitri. ∞ Gunda D., attrice e amministratrice teatrale.

D. trascorre la sua infanzia ad Ascona. Il padre, Werner Jakob Müller, è architetto, scultore e pittore e collabora al →Marionettentheater di →Jakob Flach, la madre, Maja (Tschirren), confeziona sculture di stoffa. D. subisce l’influenza dei genitori e dei numerosi artisti che in quel periodo abitano la regione. Nel 1952, si reca a Berna: segue un apprendistato di ceramista e prende lezioni di recitazione, musica, balletto e acrobazia. Perseguendo il chiaro obiettivo di diventare clown, D. si sposta poi a Parigi: studia l’arte del mimo dapprima con Etienne Decroux, in seguito con Marcel Marceau e prosegue la sua formazione in acrobazia, balletto classico, canto, musica e funambolismo. Nel 1957 recita nei mimodrammi Les matadors e Le petit cirque, con la compagnia di Marcel Marceau. Nel 1958 si esibisce nei panni del clown Augusto a fianco del famoso clown bianco Maïss, in un piccolo circo ambulante e al Circo Medrano a Parigi. Torna in Ticino e nel 1961 sposa Gunda Salgo, che ha frequentato il →Bühnenstudio di Zurigo (1957/58) e che da quel momento sarà una delle sue principali collaboratrici. Dopo aver interpretato L’angelo clown per il →Teatro Prisma (regia di Franco Passatore, Locarno, Teatrino della casa del popolo, 1959) - un testo scritto appositamente per e su di lui da Ettore Gaipa - D. debutta con il suo primo one-man show, Porteur al Marionettentheater di Ascona (1959). Il suo lavoro si sviluppa in una dimensione solitaria, nella quale egli è contemporaneamente autore, attore e regista. Con Porteur nasce il suo personaggio di clown che si avvicina al mimo per il trucco sobrio, la rinuncia all’utilizzo del linguaggio e l’aspetto lunare e poetico. Diversamente dal mimo però, D. utilizza, nei suoi numeri, gli oggetti reali (in particolare numerosi strumenti musicali che suona spesso simultaneamente) e le sue spiccate doti di acrobata, giocoliere e funambolo. Nello spettacolo successivo, Teatro (1978), D. mette in scena due personaggi e introduce l’uso dei grammelots. Con Ritratto (1987) si affida per la prima volta ad un regista, Alessandro Marchetti, e concede l’uso del linguaggio ai numerosi personaggi che interpreta. I tre spettacoli di D. sono stati presentati innumerevoli volte, anche in tournée internazionali (Europa, Stati Uniti, Sudamerica, Asia e Australia). Al suo lavoro in solitario, D. alterna l’impegno con il circo. Durante la prima tournée con il Circo Knie, nel 1970, si esibisce in un magnifico numero con un elefante. Seguono altre tournée con il Circo Knie, nel 1973 e 1979. Nel 1971 D. e G. si stabiliscono a Verscio e inaugurano il →Teatro Dimitri che si sviluppa successivamente in centro culturale con la creazione della →Scuola Teatro Dimitri (S.T.D.) nel 1975, della →Compagnia Teatro Dimitri (C.T.D.) nel 1978 e del Museo Comico nel 2000. Gunda Dimitri svolge un ruolo fondamentale nella direzione di questa complessa struttura. D. esercita la sua attività didattica nella scuola, tenendo corsi di clownerie e curando la regia dei Variétés degli allievi. Per la C.T.D., crea e mette in scena la maggior parte degli spettacoli. L’esperienza della regia segna un’importante svolta nel suo percorso artistico. D. scrive: "La regia mi diverte perché mi permette di realizzare delle cose che da solo, come clown, non potrei mai concretizzare". Tuttavia, se è vero che il lavoro registico di D. si basa molto sui contributi apportati dagli attori attraverso l’improvvisazione, è altrettanto vero che la sua abitudine ad un lavoro in solitario si rivela nella necessità di controllare ogni fase dell’allestimento, dal canovaccio iniziale fino alla grafica dei manifesti. Tra le produzioni esterne alla C.T.D, ricordiamo: regia, scenografia e costumi di La finta giardiniera di Mozart allo Stadttheater di Brema (1991); idea, regia e interpretazione del ruolo del direttore in L’Homme orchestre, con l’orchestra della città di Winterthur nell’ambito delle Settimane musicali di Lucerna (1993), e con l’Orchestra della Svizzera Italiana al →Teatro Kursaal di Lugano (1994); regia, scenografia e costumi de I Briganti di Jacques Offenbach alla Kammeroper di Vienna (1995). Nel 1985 D. torna al circo, partecipando alla stagione invernale del Big Apple Circus di New York. Nel 1998 e nel 2001 cura la regia dello spettacolo stagionale del Cirkus Monti: con la collaborazione di alcuni attori della C.T.D., della figlia Masha Dimitri e di →Oliviero Giovannoni, unisce sulla pista circo e teatro, proponendo uno spettacolo dove i diversi numeri circensi si integrano all’interno di una drammaturgia. Nel 2000 apre a Verscio il Museo Comico, allestito da Harald Szeemann. Nel 2002 firma il libretto dell’opera di Thüring Bräm Il gong magico. I coniugi Dimitri hanno sempre affiancato alla loro attività teatrale la creazione di sculture, quadri e disegni. D. ha spesso disegnato le locandine dei suoi spettacoli; G. lavora principalmente con la stoffa alla creazione di quadri e scenografie.

Riconoscimenti

  • Premio Grock, 1971;
  • Maschera d’argento a Campione d’Italia, 1974;
  • Anello Hans Reinhart della →SST, 1976;
  • Red Skelton’s Award, USA, 1991;
  • Clown Hall of Fame, USA, 1995;
  • Prix Walo d’onore, 2001;
  • Prince of Venice Award, 2002;
  • Prix Oertli, 2003;
  • Premio Fonda­zione Iside e Cesare Lavezzari di Chiasso, 2004.

Bibliografia

  • Dimitri, Clown Dimitri – Ich, Berna, Benteli Verlag, 1970;
  • Dimitri Album, con interventi di Max Frisch, Eros Bellinelli e François Billetdoux, Berna, Benteli Verlag, 1973, nuova edizione aggiornata, Berna, Benteli Verlag, 1979;
  • Dimitri Clown, presenté par Patrick Ferla, photographies de Jean Claude Curchod, Losanna, Ed. Pier­re Marcel Favre, 1979;
  • AA.VV.;
  • Theater und Schule Dimitri, Berna, Benteli Verlag, 1985 (edizione italiana 1988);
  • Dimitri, Humor. Gespräche über die Komik, das Lachen und den Narren, a cura di Corina Lanfranchi, Dornach, Verlag am Goetheanum, 1995;
  • Dimitri Clown o L’oro dei clown, intervista a cura di Pietro Bellasi e Danielle Londei, Ravenna, Danilo Montanari editore, 1996;
  • Hanspeter Gschwend, Dimitri. Der Clown in mir. Autobiografie mit fremder Feder, Bern, Benteli Verlag, 2003.


Autrice: Natalia Genni



Fonte:

Genni, Natalia: Dimitri, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 1, pp. 472–474.

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