Fernando Corena

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* 22.12.1916 Carouge GE, † 26.11.1984 Lugano TI.

Dopo aver intrapreso studi teologici all’Università di Friburgo, grazie a un concorso canoro per dilettanti viene incoraggiato dal direttore d’orchestra Vittorio Gui ad intraprendere la carriera operistica. Si forma a Ginevra con →Charles Denizot e a Milano, sotto la guida di Enrico Romano, come pure nell’attività di corista e solista (a partire dal 1938) presso la →Radio Svizzera Italiana (RSI) a Lugano, con →Otmar Nussio e →Edwin Loehrer. Nel 1941 canta al fianco di Marianna Caula e →Simons Bermanis nel Festspiel Vita ticinese di Otmar Nussio (Fiera di Lugano, regia di Enrico Maria Bossi, →Festspiel nella Svizzera Italiana), mentre è il recitante in una versione de →L’histoire du soldat di Stravinskij allestita da →Hans Curjel (Sorengo, Cortile di casa Panera, 16 maggio 1943, con la partecipazione di →Jean Bard). Debutta in teatro nel 1947, allo →Stadttheater di Zurigo, sotto la direzione di →Otto Ackermann, nel ruolo di Timur della Turandot di Puccini, cui faranno seguito Daland ne L’olandese volante di →Richard Wagner, Die Spinnstube di Zoltán Kodály (diretto da →Victor Reinshagen), Ferrando ne Il trovatore di Verdi (diretto da Ferenc Fricsay) e, nel 1948, i ruoli di Butt nel Vom Fischer un syner Fru di →Othmar Schoeck e Ozias in Judith di →Arthur Honegger, entrambi diretti da Reinshagen. Sempre nel 1948 è Varlaam del Boris Godunov di Mussorgskij (Trieste, Teatro Verdi, Antonino Votto), mentre a Torino è Simone nel Gianni Schicchi di Puccini (1949, Alfredo Simonetto) e Gessler nel Guglielmo Tell di Rossini (1952, Mario Rossi). Già del 1949 è il debutto scaligero, nel ruolo di Canizares della prima assoluta del Cordovano di Goffredo Petrassi, sotto la direzione di Nino Sanzogno e per la regia di →Giorgio Strehler. Nonostante l’antipatia mai celata per il repertorio teatrale moderno e contemporaneo, per conquistarsi una posizione C. si cimenta a più riprese con opere nuove, tra cui vanno menzionate la prima mondiale de L’allegra brigata (Semplicio, 1950, Milano, Teatro alla Scala) di Gian Francesco Malipiero, Amahl e I visitatori notturni di Gian Carlo Menotti (King Balthasar, 1952, Maggio Fiorentino, Thomas Schippers), Leonora 40/45 di →Rolf Liebermann (Lejeune, 1953, Milano, Scala, Antonino Votto), Arlecchino di Ferruccio Busoni (Dottor Bombasto, 1954, Milano, Scala, Dimitri Mitropoulos). Sarà però il repertorio da buffo mozartiano-rossiniano a proiettare C. sulla scena internazionale: nel 1954 debutta nelle vesti di Bartolo ne Il barbiere di Siviglia di Rossini, al Metropolitan Theatre di New-York (MET), sotto la direzione di Alberto Erede e come Leporello in Don Giovanni di Mozart, diretto da Max Rudolf, in una coppia divenuta poi celebre, con Cesare Siepi nel ruolo-titolo. Stabilmente vincolato al MET dal 1954 al 1978, vi interpreta, in ventisei stagioni, 18 ruoli, non solo buffi come Don Pasquale o Dulcamara, ma anche drammatici (Geronte nella Manon Lescaut e Benoît ne La Bohème di Puccini e "di carattere" come il Sagrestano nella Tosca di Puccini, Fra Melitone ne La forza del destino di Verdi o il Bonzo nella Madama Butterfly di Puccini). Intensa, a partire da allora, anche l’attività di registrazione discografica, per i marchi Cetra, DECCA e London. Tra i successi internazionali che costellano la sua carriera vanno segnalati, oltre ai numerosi Don Pasquale e Don Bartolo, i ruoli del Falstaff verdiano (1955, Festival di Edimburgo), Dulcamara ne L’elisir d’amore di Donizetti (1955, Maggio Fiorentino, Francesco Molinari-Pradelli), Rodolfo ne La sonnambula di Bellini (1962, Maggio Fiorentino, Richard Bonynge), Abimélech nel Samson et Dalila di Saint-Saëns (1958, Mexico City, Palacio de las Bellas Artes, Thomas Beecham), il lodatissimo Osmin ne Il ratto del serraglio di Mozart (1965, Festival di Salisburgo, Zubin Mehta), Don Magnifico in Cenerentola di Rossini (1970, Ginevra, →Grand Théâtre, Gianandrea Gavazzeni), Mustafa in L’italiana in Algeri di Rossini (1973, New-York, MET, Molinari Pradelli, regia Jean-Pierre Ponnelle), Figaro ne Le Nozze di Figaro (1977, Ginevra, Grand Théâtre, Bernhard Klee). L’intensità di tale carriera internazionale non gli impedisce di sentirsi fondamentalmente svizzero e di ritornare periodicamente nel proprio paese, collaborando alle produzioni dell’Orchestra della RSI: da ricordare in particolare una realizzazione delle due versioni del Maestro di cappella, di Domenico Cimarosa e Ferdinando Paër, sotto la direzione di →Leopoldo Casella (Lugano, 1964, 1966). Dopo il ritiro dalla scene, C. si trasferisce definitivamente nella casa di Castagnola, sul lago di Lugano.



Autore: Carlo Piccardi



Fonte:

Piccardi, Carlo: Fernando Corena, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 1, pp. 407–408.