Teatro la Maschera, Lugano TI

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Compagnia indipendente, teatro di prosa

Nel 1980, durante l’allestimento della ripresa del Festspiel Sacra Terra del Ticino di →Guido Calgari e Giovan Battista Mantegazzi, il regista →Alberto Canetta scopre un piccolo locale, nei sotterranei del →Palazzo dei Congressi di Lugano, adibito a sala conferenze ed occasionali spettacoli di prosa (→Wolfgang Haller vi presenta Faust - Prima e seconda parte di Goethe, per la regia di Sylvia Denzler, nel 1982). Trova così la sede dove insediare il Teatro la Maschera, un teatro di produzione che presenti gli spettacoli per più sere consecutive della settimana, in uno spazio circolare in cui vengono sperimentate l’estetica del teatro da camera e del Teatro Povero di Jerzy Grotowski. La compagnia – sostenuta finanziariamente dal Cantone, dalla città di Lugano e successivamente da una fondazione privata - esordisce con Ceneri di Samuel Beckett (24 gennaio 1984), per la regia di →Paolo Belli e nell’intensa interpretazione di Canetta e →Silli Togni; la stagione presenta inoltre la ripresa di uno spettacolo prodotto l’anno precedente al →Teatro Kursaal dalla →Radio Svizzera Italiana, Pelléas e Mélisande di Maurice Maeterlinck, e Un tram che si chiama Tallulah di →Fleur Jaeggy, entrambi per la regia di Canetta. Negli anni successivi, con un gruppo di attori piuttosto stabile (→Ketty Fusco, →Pinuccia Galimberti, Fabio Mazzari, →Gianmario Arringa, →Antoinette Werner, →Michela Kramer, →Orio Valsangiacomo, →Antonio Ballerio, →Enrico Bertorelli e Giuliana Ghielmini, attrice e assistente alla regia), Canetta dirige in genere due-tre spettacoli per stagione: Riccardo III di Shakespeare (1985, di cui è anche protagonista), Il giardino dei ciliegi di Čechov (1985), La signorina Giulia di Stindberg (1986). Particolarmente suggestivi gli allestimenti de Il processo di Kafka (1987), adattato da Canetta e Giovanni Strano, con movimenti mimici corali di grande intensità e di El nost Milan di Carlo Bertolazzi (1986), con la presenza di attori dialettali ticinesi e l’utilizzo del deposito-attrezzeria del Palazzo dei Congressi. In queste prime stagioni, tre soli sono gli spettacoli non diretti da Alberto Canetta: Serata con Dino Buzzati (Il mantello e Sola in casa), per la regia di →Letizia Bolzani; Tandem di →Bernard Liègme , per la regia di →Andrea Canetta; Fruscio d’ombre di e per la regia di Andrea Canetta. Alla morte del fondatore (1987), la direzione della compagnia viene ripresa dal figlio, Andrea Canetta, che cura la regia di Fine della corsa di John Le Carré (1988), Elettra di Marguerite Yourcenar (1988), Interrogatorio e Lamento di Friedrich Glauser (1989), Menzogne della mente di Sam Shepard (1991, presentato al Teatro Kursaal di Lugano), Lettere d’amore di A.R. Pete Gurney (1992), Il concilio d’amore di Oskar Panizza (1993) e del suo nuovo testo Un cerchio azzurro immenso, nel suo cuore una stella… (1994). Gli altri spettacoli in cartellone vengono diretti da Fabio Calvi (Tradimenti di Harold Pinter, 1987), Letizia Bolzani (Sarto per signora di Georges Feydeau, 1988; La locandiera di Goldoni, 1990; due allestimenti comici che ottengono lusinghieri successi di pubblico), Antonio Ballerio (Senza copione di Gina Lagorio, 1989; Il calapranzi di Harold Pinter, 1991; Scena madre di Arthur Schnitzler, 1992), Fabio Battistini (Oh povero papà, povero papà, la mamma ti ha appeso nell’armadio e io mi sento tanto triste di Arthur L. Kopit, 1992), Franco Passatore (La bugiarda di Diego Fabbri, 1992), Giuliana Ghielmini (Omaggio ad Alberto Canetta, 1992), Alberto e Gianni Buscaglia (Regina madre di Manlio Santanelli, 1994). Un forte dissidio sulle modalità di direzione, sorto con il gruppo stabile degli attori, porta nel 1994 a una scissione, da cui nascerà la →Compagnia Luganoteatro. Posta in gravi difficoltà finanziarie, la compagnia riuscirà a produrre ancora una sola stagione, presentando dal gennaio al marzo 1995 una proiezione video di Un cerchio azzurro immenso. Nel cuore una stella…, Caino di Friedrich Koffka e Atalanta o l’Angoscia di Georg Heym, per la regia di Julius Effenberger e Ne ho mangiata troppa di Umberto Simonetta e Luca Sandri, con canzoni originali di Giorgio Gaber, regia e interpretazione di Sandri.

Bibliografia

  • Alberto Canetta, La geometria dell’anima, a cura di Maurizio Canetta e Paolo Di Stefano, Bellinzona, Casagrande, 1993;
  • Pierre Lepori, Teatro nella/della Svizzera Italiana (1932-87), Dottorato di ricerca, Università di Berna, 2005, pp. 444-482.


Autore: Pierre Lepori



Fonte:

Lepori, Pierre: Teatro La Maschera, Lugano TI, in: Kotte, Andreas (a.c.): Dizionario teatrale Svizzero, Chronos Verlag Zurigo 2005, vol. 3, pp. 1817–1819, vedi immagine p. 1818.